VIENNA
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Arriviamo alla stazione e
cerchiamo di capire come funzionano i mezzi pubblici. Purtroppo la
metropolitana non è indicata come da noi, ma con una U, poi c’è il
tram, l’autobus e la ferrovia, in parte sotterranea, che spesso coincide
con le fermate del metrò .Chiediamo informazioni ad un passante che ci
dice che la cosa migliore è acquistare la Vienna Card *.Scopriremo poi
che i viennesi sono molto disponibili nell’aiutare i turisti, anzi si
offrono loro di dare indicazioni se ti vedono in difficoltà . Arriviamo
così nel fulcro della città di Vienna: Piazza Santo Stefano (Stephansplatz).
Subito non possiamo fare a meno di notare che Vienna ha ristrutturato e
modernizzato con cura il suo patrimonio edile, per fortuna poco
danneggiato durante la guerra, da farne una città piacevole e curata.
Dopo una sostanziosa colazione in un bar con vista sulla piazza e ogni ben
di dio in fatto di dolci, cerchiamo il nostro hotel che è poco distante.
Posati i bagagli la visita può iniziare. Da li a piedi visitiamo la
celebre cattedrale di Santo Stefano, peccato le impalcature esterne per
restauri, davanti alla quale si erge la Haas-Haus, tempio del
post-moderno, con facciata in vetro a specchio. Proseguiamo per la piazza
del Graben, cuore commerciale della città, con bei negozi ed eleganti
caffè, al centro della quale si trova la Pestsaule, colonna della peste.
In una piccola rientranza del Graben si può vedere la Chiesa di St.Peter.
Voltando a sinistra per la Kohlmarkt si arriva all'Hofburg, palazzo
imperiale degli Asburgo: da visitare, al suo interno, il Museo
dell'Argenteria e della mensa di corte, gli Appartamenti imperiali e i
Tesori. Il giorno dopo ci svegliamo
e, come per incanto, c’è un sole pazzesco e fa pure caldo!! Nessuno dei
nostri amici crederà poi che a dicembre abbiamo girato Vienna con una
maglia addosso e il giaccone in mano, se non con la prova delle foto!!
Solitamente la temperatura in inverno è molto bassa, intorno allo zero se
non peggio, ma per nostra fortuna, quando soffia il Phon (vento caldo) le
giornate sono più miti. Decidiamo quindi di percorrere a piedi un pezzo
di Ring, (anello stradale lungo 6 km.che circonda il centro della città)
e partiamo dallo Schottenring a due passi dalla imponente Votivkirche,
bellissima chiesa gotica. Nelle vicinanze il palazzo dell’Università e
poco più in là il Pasqualatti Haus, palazzina in cui Bethoveen trascorse
molti anni. A destra si incontra il Neues Rathaus o Municipio Nuovo, ai
cui piedi si svolgono, solitamente la sera, manifestazioni culturali e
culinarie, oltre ad essere un vivacissimo punto di ritrovo dei giovani
viennesi. Di fronte si scorge il Burgtheater, il più prestigioso dei
teatri di lingua tedesca. Dietro si estende uno dei più bei giardini
della città: il Volksgarden. Più avanti troviamo il Parlamento e il
Palazzi di giustizia . Decidiamo di visitare i musei gemelli: il Museo di
Storia dell'Arte, che tra l'altro ospita antichi tesori egiziani e il
Museo di Storia naturale, che raccoglie centinaia di scheletri di
dinosauri e animali preistorici. Sempre nelle vicinanze il Parlamento
austriaco. Fino a tarda notte c'è una vita molto movimentata nella zona
pedonale dello Stephansplatz. Nelle stradine laterali si trova sempre un
confortevole Caffè e buon intrattenimento. Prendiamo la metrò:
Praterstern per raggiungere il famosissimo Prater, parco divertimenti, con
la ruota panoramica alta 67 mt. e fare un giro per ammirare dall’alto
tutti i monumenti viennesi. La sera sarebbe stato ancora più bello perché
tutti i monumenti sono sapientemente illuminati. Ma noi la sera preferiamo
essere vicini all’hotel, anche se questa città ci sembra tranquilla, è
meglio non sfidare troppo la sorte. Il 4° e ultimo giorno decidiamo di percorrere l’ultimo pezzo che ci manca del Ring e precisamente il Kartnerring, il tratto forse più movimentato e trafficato, dove sorgono i principali e antichi alberghi della città, come l’hotel Imperial. Più a destra, sul Schubertring, si apre la Beethovenplatz, con il monumento al grande musicista e dietro la sala concerti più famosa. Arriviamo alla Standpark, il polmone verde della città, un enorme parco attraversato dal Wienfluss, dove nuotano cigni e cicogne. Numerosi monumenti a musicisti sono distribuiti tra i viali ( Schubert, Strauss ).Dobbiamo rientrare in hotel per recuperare le nostre valigie e raggiungere la stazione, dove ci attende il nostro viaggio di rientro in Italia. I km. che abbiamo percorso a piedi sono stati tanti, però solo così si riesce a godere fino in fondo l’atmosfera che una città può trasmettere. Fine del viaggio
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